Museo Filangieri

Il Museo Civico Gaetano Filangieri è uno spazio unico nel cuore di Napoli, ospitato nel quattrocentesco Palazzo Como, raro esempio di architettura rinascimentale in città. Fondato nel 1888 dal principe Gaetano Filangieri, raccoglie oltre tremila opere — dipinti, armi, porcellane, libri antichi — in un allestimento che racconta la cultura, la curiosità e la visione di un collezionista lungimirante.

Nel corso del tempo, il museo è diventato un punto di riferimento per la vita culturale napoletana, un luogo dove la storia dialoga con la contemporaneità. Le sale ospitano mostre temporanee, concerti, incontri e iniziative che animano la città, rinnovando ogni giorno il legame tra arte e comunità. Tra i suoi ambienti più iconici, le luminose finestre rinascimentali filtrano la luce partenopea e ne fanno un simbolo di bellezza e memoria.

Oggi il Filangieri è molto più di un museo: è un’esperienza che unisce passato e presente, tradizione e movimento, lasciando che sia la città stessa a raccontarsi attraverso le sue opere.

Settore

Arte

Cultura

Musei

Servizio

Copywriting

Social media strategy

Content creation

Shooting

Advertising

Collaborazione

Marzo 2024 – in corso

La collaborazione

Il progetto è nato con l’obiettivo di rilanciare la presenza social del museo, ampliare il pubblico più giovane, promuovere gli eventi culturali e valorizzare il patrimonio artistico dell’istituzione.
Abbiamo definito un piano editoriale visual-first, fondato su uno storytelling identitario elegante ma accessibile: spicca in particolare l’uso ricorrente di un motivo visivo – le grandi finestre dell’edificio – come filo conduttore delle fotografie e dei contenuti. Sono stati realizzati shooting dedicati, creazione e scheduling di contenuti originali, copywriting focalizzato sulla narrazione del museo, campagne advertising mirate per incrementare visibilità e coinvolgimento.

Risultati

Grazie all’attività svolta, il Museo Filangieri ha conosciuto un significativo aumento della propria visibilità digitale: i profili social hanno registrato una crescita qualitativa dei follower e una partecipazione più attiva della community, mentre le campagne advertising hanno permesso di raggiungere nuovi pubblici anche giovani e dinamici. La brand identity è diventata “riconoscibile”, grazie all’uniformità visiva e narrativa del piano editoriale, e il museo è stato percepito come un luogo contemporaneo e vivo, non solo custode del passato.